Un business plan presentato a una banca o dentro un bando ha un lettore preciso, con criteri propri e poco tempo a disposizione. Capire come viene letto cambia il modo in cui conviene scriverlo, e spiega perché piani ben costruiti sul piano industriale a volte ricevono valutazioni tiepide.
La differenza rispetto a un piano interno non sta nei contenuti, che restano gli stessi. Sta in che cosa viene messo in evidenza e in quanto è facile verificarlo.
Chi legge il piano e cosa cerca
L'istituto di credito
Guarda soprattutto la capacità di rimborso: se i flussi di cassa previsti reggono le rate, quali garanzie esistono e quanto il risultato dipende da ipotesi ottimistiche.
L'ente che gestisce un bando
Verifica prima di tutto l'ammissibilità formale e la coerenza con gli obiettivi della misura, poi valuta il merito secondo criteri dichiarati e spesso a punteggio.
Un socio o un investitore
Si concentra sul modello di business, sulla scalabilità e su cosa distingue il progetto, oltre che sulla credibilità di chi lo porta avanti.
Le sezioni che pesano di più
In una valutazione esterna non tutte le parti del documento hanno lo stesso peso. La sintesi iniziale determina l'impressione con cui verrà letto il resto; il piano di cassa determina la valutazione tecnica.
- La sintesi del progetto, che deve contenere numeri e richiesta, non solo intenzioni
- Il piano di cassa mensile, che è la sezione più esaminata da chi finanzia
- Le ipotesi dichiarate, perché la loro assenza costringe il valutatore a scontare le proiezioni
- Le garanzie e l'apporto di mezzi propri, che pesano quanto la redditività attesa
- L'analisi dei rischi, la cui mancanza viene letta come scarsa consapevolezza
Il piano di cassa è la sezione decisiva
Chi valuta una richiesta di finanziamento non si chiede soltanto se il progetto sarà redditizio, ma se genererà liquidità nei momenti in cui servirà per rimborsare. Sono due domande diverse, e la seconda si risponde solo con un piano di cassa mensile.
Un piano che presenta solo aggregati annuali nasconde proprio l'informazione richiesta: i mesi in cui le uscite superano le entrate. Presentarlo mensilmente, con l'indicazione di quando eventualmente servirà una linea di credito, dà l'impressione opposta a quella temuta: non segnala fragilità, segnala che il progetto è stato compreso da chi lo propone.
Le ipotesi vanno dichiarate, non nascoste
La tentazione ricorrente è presentare proiezioni favorevoli senza esplicitare da dove vengono, nel timore che le assunzioni prudenti indeboliscano la richiesta. L'effetto è opposto.
Un valutatore esperto riconosce rapidamente una crescita costruita a ritroso: ricavi che crescono con incrementi regolari senza una causa dichiarata, margini che migliorano senza spiegazione, costi che restano fermi mentre i volumi aumentano. Quando le ipotesi non sono verificabili, la reazione standard è applicare uno sconto prudenziale a tutto il piano.
Dichiarare le ipotesi e mostrare uno scenario prudente produce l'effetto contrario: sposta la discussione dal se credere ai numeri al se le ipotesi siano ragionevoli, che è un terreno molto più favorevole a chi ha fatto il lavoro seriamente.
Errori che indeboliscono una richiesta
- Presentare solo lo scenario favorevole, senza alternative
- Omettere il fabbisogno di circolante, che nei progetti di crescita è spesso la voce maggiore
- Sottostimare i tempi di incasso rispetto a come pagano realmente i clienti
- Non indicare l'apporto di mezzi propri, che è tra i primi elementi guardati
- Riutilizzare un piano scritto per un altro scopo senza adattarlo ai criteri del bando
- Trascurare i requisiti formali di ammissibilità, che precedono qualunque valutazione di merito
Bandi: l'ammissibilità viene prima del merito
Nei bandi pubblici la valutazione avviene in due fasi. La prima è formale e verifica requisiti soggettivi, scadenze, documentazione e ammissibilità delle spese. Un progetto eccellente può essere escluso qui senza che il merito venga mai esaminato.
Per questo conviene partire dalla lettura dei criteri di valutazione e costruire il documento in modo che ciascun criterio trovi risposta esplicita, nell'ordine in cui viene richiesto. Rendere il lavoro facile a chi valuta è, in questo contesto, una scelta strategica e non una cortesia formale.
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