Ogni azienda ha attività che si ripetono e che nessuno rivendica volentieri: trascrivere dati da un documento all'altro, smistare richieste, compilare report identici, cercare informazioni che qualcuno ha già cercato la settimana prima. Sono i candidati naturali all'automazione, ma non tutti lo sono davvero.

Distinguere quali conviene automatizzare e quali no è la parte del lavoro che determina se il progetto produrrà un risparmio o un costo aggiuntivo.

I tre criteri di selezione

Un'attività è un buon candidato quando soddisfa tutte e tre le condizioni seguenti. Se ne manca anche una sola, il conto tende a non tornare.

Frequenza

L'attività si ripete molte volte nell'arco di un mese. Quello che accade poche volte l'anno non giustifica il lavoro di progettazione.

Stabilità delle regole

Il modo di svolgerla non cambia di continuo. Regole che cambiano richiedono manutenzione, e la manutenzione erode il beneficio.

Prevedibilità dell'input

I dati o i documenti in ingresso hanno una forma ricorrente. Input sempre diversi moltiplicano i casi da gestire.

Come si calcola il beneficio reale

Il calcolo che conta non è quanto tempo l'automazione fa risparmiare in teoria, ma quanto ne resta dopo aver considerato il lavoro che introduce.

Un'automazione che riduce il tempo del settanta per cento ma richiede una verifica completa su ogni caso ha risparmiato molto meno di quanto sembri: ha ridotto la fatica, non il tempo. È un beneficio reale, ma va contabilizzato per quello che è.

Dove serve comunque una persona

La domanda giusta non è se un'attività possa essere automatizzata, ma quale livello di controllo richiede. Le tre situazioni tipiche sono queste.

Nessuna verifica

Attività a basso impatto in cui un errore occasionale è tollerabile e verrebbe comunque intercettato più avanti.

Verifica a campione

Attività ripetitive con conseguenze contenute, in cui un controllo periodico è sufficiente a monitorare l'affidabilità.

Verifica su ogni caso

Attività in cui un errore ha conseguenze economiche, contrattuali o di sicurezza. Qui l'automazione assiste, non decide.

Stabilire in quale categoria ricade ciascuna attività è una decisione di processo che va presa esplicitamente. Lasciarla implicita è il modo più rapido per ritrovarsi con un errore che nessuno ha intercettato perché ciascuno pensava che controllasse qualcun altro.

Le attività che quasi sempre conviene automatizzare

Le attività che quasi mai conviene automatizzare

Prima di automatizzare, descrivere

Un ostacolo ricorrente non è tecnologico: molte attività non sono mai state descritte con precisione. Vengono svolte da anni da persone che hanno costruito un metodo proprio, con eccezioni che nessuno ha messo per iscritto.

Tentare di automatizzare un processo che non si sa descrivere produce sistematicamente lo stesso esito: lo strumento gestisce i casi normali e si blocca su quelli particolari, che sono spesso la parte che assorbiva il tempo. Per questo la descrizione del processo precede l'automazione, e in alcuni casi è già sufficiente a risolvere il problema senza automatizzare nulla.

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Domande Frequenti

Da un elenco delle attività ripetitive con una stima di quante ore assorbono ogni settimana. È un lavoro che si può fare internamente e che da solo chiarisce molto: nella maggior parte dei casi due o tre voci pesano più di tutte le altre messe insieme.
No, e spesso non serve. Molte attività ripetitive si risolvono con integrazioni fra sistemi, regole configurate nel gestionale o una diversa organizzazione del lavoro. L'AI diventa utile quando l'input non è strutturato, tipicamente documenti e testo libero.
Dipende dalla regolarità dei documenti in ingresso. Su formati ricorrenti l'affidabilità è alta; su documenti sempre diversi cala sensibilmente. Per questo il livello di verifica va deciso in base al tipo di documento e all'impatto di un errore, non fissato una volta per tutte.
Le regole vanno riviste, ed è un costo ricorrente da mettere in conto fin dall'inizio. È anche il motivo per cui i processi instabili sono cattivi candidati: la manutenzione consuma il beneficio.
Dipende dalla frequenza, non dal numero di persone coinvolte. Anzi, le attività concentrate su una sola persona hanno un beneficio aggiuntivo: riducono la dipendenza da quella persona, che è un rischio organizzativo indipendente dal tempo risparmiato.
Dipende interamente dall'ambito scelto. Un perimetro circoscritto produce un risultato verificabile molto prima di un progetto ampio, ed è la ragione per cui conviene partire da lì: il primo risultato tangibile serve anche a mantenere l'attenzione dell'azienda sul progetto.
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